Recensione ‘Morgana’ di Gianni Totaro a cura di Emanuela Arlotta

Set 07, 13 Recensione ‘Morgana’ di Gianni Totaro a cura di Emanuela Arlotta

L’autore Gianni Totaro, ci regala, attraverso la silloge ‘Morgana’, edita da Tabula Fati Edizioni, un quadro emozionale completo che spazia dall’Amore, al Tempo, a ciò che lui definisce Poesia. Sono tre, infatti, le parti di cui è composto questo lavoro.

L’Amore viene scandagliato in tutte le sue parti con trasporto e con la giusta dose di coinvolgimento, quasi a volerne carpire l’essenza più pura. La donna è musa e talvolta salvifica, si mescola alla natura che è elemento essenziale della lirica di Gianni Totaro.

Il suo concetto d’Amore è racchiuso nei primi versi di questa raccolta ‘L’amore non può nascondersi / nel suo fulmineo apparire / pur celato, come neve sui fiori, / in ostinata indifferenza‘ che ne contemplano la grandezza e profondità nel paragone finale con l’universo intero ‘e allora resti muto, / in un silenzio che non mente, / e pensi che anche il Creato / nacque nel bagliore di un istante‘.

La donna amata trascende la realtà e si colloca in un luogo indefinito tra terra e cielo. Così diventa miraggio di tale bellezza da generare ‘Invidia di sirene’ e da infondere nel poeta paura e insicurezza ‘Attendo un sorriso, / ma sono statua di sabbia / e temo il vento.’

Ma l’Amore non è solo pienezza dell’animo, ma conduce talvolta verso la sofferenza del distacco, dell’abbandono che tramuta tutto ciò che aveva un senso sotto la visione amplificata del sentimento in materia arida ‘Le case tornano pietre, / la terra anime morte, / frammenti di roccia la spiaggia’

Nella sezione dedicata al Tempo, il primo tentativo dell’autore è quello di bloccare la propria immagine nello specchio quasi a voler fermare lo scorrere degli anni cui segue un flashback sui suoi vent’anni ‘Nella stanza / luci, amici, allegria, / ed io me ne ero scostato ‘.

Molto evocativo e coinvolgente il tentativo di immaginare un se stesso avanti con gli anni che ripercorre la sua vita dal punto in cui era ‘bimbo col viso all’orizzonte’ e aveva la mano in quella di suo padre fino alla comprensione del fatto che ‘siamo solo punti erranti nel mare fino a sera’.

Nell’ultima sezione dedicata alla Poesia troviamo diversi momenti importanti tra cui la nascita di Elisa che viene descritta così ‘Felicità ti vedo entrare / in questo freddo vagone, / hai occhi di una figlia / che sfoglierà i miei anni /con battiti di ciglia.’ oppure il ricordo di una foto in cui l’autore rivede sua madre sul ‘(balcone d’agosto / il mare negli occhi)’.

Si comprende, nella lirica ‘L’aquilone’, l’essenza stessa del poeta che guarda con occhi diversi la realtà e ne carpisce particolari che altri tralasciano considerandoli privi di importanza ‘A volte a rapirmi l’attenzione / non è l’incanto manifesto delle cose … / osservo invece di un aquilone il filo, / la cui forza sottile estende al cielo / la mano vibrante di un bambino.’

La scrittura ricercata ed accurata, ricca e carica di significati incornicia con eleganza un pensiero distante dalla superficie e radicato nel nucleo stesso del sentire. Leggendo questa silloge ci si immerge in un contesto pregno di ciò che è essenziale, come il respiro, la natura, l’amore, il senso dell’esistenza che acquisisce forma e colore attraverso il filtro dell’autore che generosamente si dona al lettore a cui dedica alcuni dei suoi versi ‘Il tuo profilo al muro / respira di fiammella, / il capo adduce ai versi / sensi inattesi.’

Emanuela Arlotta.

LINK PER L’ACQUISTO : http://www.ibs.it/code/9788874753093/totaro-gianni/morgana.html

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