Recensione ‘Come Orfeo’ di Patrizia Palese a cura di Emanuela Arlotta

Mar 27, 13 Recensione ‘Come Orfeo’ di Patrizia Palese a cura di Emanuela Arlotta

La storia di un amore costruito nel tempo, imbevuto di quotidianità, di routine , di gesti rituali intrisi di affetto senza più un reale slancio emotivo, eppure così apparentemente solido e così tranquillizzante anche per coloro che ne sono protagonisti. Un amore consolidato ed intrappolato nella rete dei rapporti familiari, condiviso dagli amici, uno di quei rapporti il cui approdo certo non può non essere il matrimonio. Ed è proprio questo il motivo che spingerà Giulio e Laura ad imbattersi in una casa con un giardino pieno di mandarini, il cui odore inebria totalmente i sensi e la cui atmosfera spinge quasi chi vi abita o chi ne calpesta il suolo per un attimo, ad entrare in una dimensione lontana da quella caotica e stressante della città. E proprio questo scenario di pace fa da preambolo a ciò che accadrà e si svolgerà successivamente nelle vite dei due giovani che volevano fare di quel luogo la dimora della loro vita futura.

Giulio, il protagonista, finisce, suo malgrado, per porsi degli interrogativi. In particolare l’incontro con una fantomatica donna, molto legata proprio a quella casa, la cui anima libera ed eccezionalmente carica di un’emotività palpabile, tangibile, riesce ad accendere in lui quella luce che nessuno prima era riuscito a far emergere. La luce della sua interiorità, riuscendo a penetrare la barriera del conformismo in cui Giulio era immerso, andando a frugare nella profonda essenza dell’anima del protagonista, lasciandolo inerme, e senza protezione, e spingendolo, seppur senza volerlo, a rivoluzionare la sua vita e quella di chi aveva fino ad allora vissuto con lui o intorno a lui con la consapevolezza e forse la certezza di quel che sarebbe stato il domani.

La ‘vista interiore’ può rimanere in attesa per anni, o anche per tutta la vita, nascosta negli angoli più bui della nostra esistenza, o può improvvisamente essere risvegliata, come nel caso di Giulio, senza più possibilità di evitarla, né di reprimerla. Può tornare a ‘funzionare’ anche solo inciampando in una forte passione capace di sommergere per sempre il muro delle barriere interiori, e lasciando fuoriuscire la vera essenza e il vero sentire di chi ne viene travolto.

Tante le domande, tanti i personaggi coinvolti in questi mutamenti, tante le riflessioni che l’autrice incanala con maestria attraverso la storia, attraverso i protagonisti, ognuno con un carattere ben definito. Tanti i particolari descritti con grande cura, quasi fosse una sceneggiatura. Tanti anche i personaggi che si interfacciano casualmente con quelli principali e che spesso fanno da preludio ad avvenimenti che si verificano successivamente o ne innescano dei ricordi. Molto ben scritto e molto scorrevole, accattivante e avvolgente, un bagno alla fonte della vita che tutti noi dovremmo fare di tanto in tanto, risvegliando quel torpore che troppo spesso ci anestetizza.

Emanuela Arlotta

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