Recensione ‘Nostra Opera è Mescolare Intimità’ di Gianni Ruscio a cura di Emanuela Arlotta

Mag 21, 13 Recensione ‘Nostra Opera è Mescolare Intimità’ di Gianni Ruscio a cura di Emanuela Arlotta

La poesia di Gianni Ruscio proietta il lettore in una tela avvolgente nella cui trama è possibile trovare versi di grande profondità e spessore. L’amore verso la sua Musa lo spinge a creare dei componimenti pregni di sentimento e di sensazioni come questi ‘Guardare te è vedere / in viso il mistero / della morte e della vita / in un sussurrato, stemperato sorriso’ oppure ancora questi ‘Sono venuto scalzo fin nel tuo cuore, e lì ho lasciato la felicità / dentro le tue ricche stanze trasudate di vuoto ’ . E accanto al suo mondo d’amore e di sensualità si accosta con silenziosa dignità la ricerca del vero, dell’essenziale, di ciò che non è banale ‘Ho bisogno della poesia / per non soccombere alla banalità / che ci desola’. Gianni non si accontenta di guardare il mondo, lui vuole vederlo, assaggiarlo, penetrare fin dentro la sostanza per carpirne le profondità. Si interroga su ciò che lo circonda con la sensibilità del poeta che è insita in lui e che lo accompagna nella creazione dei suoi versi ‘Oggi un’ape operaia è morta /lavorava nera, in nero, per l’ape regina! / Le altre api non hanno denunciato il fatto / non hanno aizzato la rivolta, / altrimenti a loro volta avrebbero perso il lavoro ’.  Le sue poesie sono piccoli universi nei quali perdersi, dai quali attingere per avere un filtro sulla realtà a volte sofferto, a volte pungente a volte dolce. Sono rivoli di liquido vitale che toccano nel vivo e costringono alla riflessione senza mai cadere nella noia.

Le sue liriche sono ricche di metafore convincenti e di senso, non lasciano mai con la sensazione di non aver ricevuto niente. La sua è una scrittura ricca e articolata nella quale le parole sono accuratamente scelte al fine di ricostruire un’emozione o una riflessione da veicolare attraverso il linguaggio poetico.

Questo libro è un piccolo scrigno in cui Gianni ha generosamente messo a nudo la sua Anima tramutando il suo sentire in un messaggio universale.

 

‘Ho bisogno di sussurrare polvere di stelle 

alle orecchie degli amanti, finezze

 di stile romantico;

d’infiammare parole sopra i tuoi denti,

d’ebano la cornice, d’avorio’

                   ………

 

‘Il grande inganno, la grande bugia.

Il teatro è in noi prima ancora di nascere.

Maschera in azione e reazione meccanica’

                   ……..

Emanuela Arlotta.

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